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Yudh – lotta

«Perciò, Arjuna, pensa sempre a Me nella Mia forma di Krishna, pur continuando nel tuo dovere di combattere. Dedicando a Me le tue azioni e fissando in Me la tua mente e la tua intelligenza, senza dubbio verrai a Me»  (Bhagavad-gītā, 8.7).

Il tema della Bhagavad-gītā porta grosse perplessità a chi si avvicina per la prima volta al pensiero indiano. Il fatto che Krishna consigli ad Arjuna di combattere sembra cozzare con l’idea di una vita spirituale e all’insegna della non-violenza. Eppure in questo caso per Arjuna combattere è non solo il suo dovere, ma il male minore: abbandonare la lotta avrebbe conseguenze disastrose per tutti. Dal momento che è un dovere sacro, esso è spogliato da qualsiasi egotismo, ovvero da qualsiasi emozione, desiderio e attaccamento. Per questo motivo è rispettato il principio della non-violenza. 

È un mese movimentato, ma per fortuna riesci a mantenere un certo controllo quantomeno finché non ti toccano sul vivo delle tue idee stravaganti. Qualunque critica ti venga mossa, non è detto che tu debba abbandonare ciò che fai. Devi invece continuare a lottare perché spesso occorre del tempo perché le tue idee vengano recepite. Magari lavora su quello: come comunicare ciò che vuoi comunicare. Ricorda che la lotta non è per definizione aggressiva. L’irritabilità non serve a niente, occorrono piuttosto la tenacia e la fiducia. 

IN PRATICA  

Mahavira-āsana, posizione del grande eroe.

Pratica questa posizione ogni mattina un minuto per lato. Sentiti determinato e slanciato verso il futuro.

Esercizio di consapevolezza: 

Scrivi su un foglio tutte le critiche che ti vengono mosse, incluse quelle che arrivano da te stesso. Fai lo stesso per i complimenti. Negli ultimi giorni del mese confronta le due liste. Rifletti sul compromesso che puoi trovare per portare le critiche dalla parte dei complimenti.   

Mantra del mese: 

«Ci credo».

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