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Gemelli

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Vairagya – non attaccamento

«Chi è confuso dai piaceri materiali è come ebbro, accecato dalla passione, come chi è stato morso da un serpente velenoso. Vede tutto distorto come in sogno e recita delle parti come un attore. A causa dell’attaccamento agli oggetti dei sensi dimentica la posizione suprema e finisce in un mare di guai» (Maitreyani Upanishad). 

Vairagya è un concetto fondamentale nello yoga, soprattutto nello Yoga di Patañjali, secondo il quale la pratica continua (abhyasa) e il non-attaccamento (vairagya) sono i due ingredienti basilari per raggiungere la realizzazione. Di solito ci si riferisce al vairagya come alla mancanza di desideri. In generale però si può ricondurre a quella capacità di oggettivare, tipica della meditazione, che permette di non identificarsi con il proprio corpo, con le proprie emozioni e quindi con i propri desideri. 

È solitamente più facile non identificarsi col corpo in presenza di malattia (le mie gambe non mi permettono di correre) mentre è più rara la stessa operazione mentale con la piena salute  (ho corso alla grande oggi!). Questo è il rischio che corri, Gemelli, in questo mese. 

Non ci sono particolari tensioni, ti sei sistemato bene sul lavoro e forse anche a casa, dopo un periodo movimentato. È giusto che tu ti goda il meritato riposo o i premi del duro lavoro. Il modo più saggio di godere del benessere è però non attaccarvisi. Ciò significa non mostrare arroganza per la posizione raggiunta, né esuberanza nelle spese e nemmeno illusione che questo possa essere per sempre. Non ti sto scoraggiando, Gemelli, anzi ti sto dando un consiglio per godere serenamente del benessere in maniera più duratura e positiva. 

IN PRATICA  

Dharmika-āsana, posizione della devozione. 

Ti serve per mantenere l’umiltà.    

Esercizio di consapevolezza: 

Ricevi ogni tanto qualche complimento? Mi auguro di sì. Quando accade, osserva la tua reazione di piacere. Cerca di capire se è una calma reazione di gratitudine o se è una reazione “affamata”, qualcosa che è arrivato a nutrire un bisogno che hai. Domandati: se non ricevessi questo complimento, sarei sereno lo stesso? Continuerei a fare quello che faccio? 

Mantra del mese: 

«Un sereno piacere».

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