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Leone

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Ape – scappare 

«Come questo Devadatta immerso nel sonno senza sogni non scappa via nemmeno se viene colpito da un bastone, così accade con chi non si identifica e non si attacca alle conseguenze buone o cattive dei doveri quotidiani della vita» (Brahma Upanishad, 2).

La parola ape è tradotta dal sanscrito come “andare via”, “partire”, “ritirarsi”, “scappare”. È curioso che in inglese la stessa parola indichi una scimmia antropomorfa, uno scimmione. Nei testi antichi dell’India si trova spesso paragonato il personaggio vile con lo scimmione. D’altronde il vile è una persona che non affronta fino in fondo le situazioni, sia che si tratti di situazioni esterne che interiori. Insomma il vile non è certo portato per praticare il raja-yoga.

Hai voglia di scappare Leone? Forse ci riesci pure, magari sei uno di quei fortunati che riescono ad andare in vacanza a novembre. Se puoi tanto meglio, anche se non puoi scappare da te stesso. Quello che cambia è dentro di te e anche quello che ha bisogno di maturare e essere superato. Se hai possibilità di muoverti, interiormente o esteriormente, fallo nella direzione di un nuovo modo di confrontarti con te stesso e con chi sei in relazione. 

IN PRATICA  

Sanmukhi mudrā, chiusura delle sei porte. 

Rimani solo con te stesso chiudendoti al mondo esterno. Respira lentamente dalla fessura delle narici. Ascolta le sensazioni. Rimani nella mudrā almeno tre minuti, ripetila almeno tre volte a settimana. 

Esercizio di consapevolezza: 

Prenditi dieci minuti in una posizione meditativa. Immagina un luogo ideale dove vorresti vivere. Pensa a come sarebbe effettivamente la tua vita. Pensa alle cose che sarebbero diverse dalla vita che conduci adesso e a quelle che necessariamente rimarrebbero uguali (fare la spesa? preparare la cena? controllare la salute?).

Mantra del mese: 

«Io sono sempre con me».

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