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Articolo – Tornare alla luce

Articolo – Tornare alla luce

Viaggiando spesso in Oriente, dove le disparità economiche sono più evidenti che in Occidente, sono stata testimone di come la ricchezza materiale allontani le persone dalla luce. 

Colpisce vedere abitanti di climi tropicali perdere la melanina fino a diventare bianchi. In alcune culture, specie nelle grandi città, i più abbienti non camminano per le strade, ma sono rintanati in uffici, abitazioni, centri commerciali o locali. Ciò marca la differenza di ceto tra le loro e le persone più povere, che dovendo fare lavori di fatica, all’aperto e mancando spesso di un’abitazione in muratura, sono più esposti al sole e quindi più scuri di pelle. Mentre molti di noi inseguono l’abbronzatura, per altri la pelle bianca è assurta a simbolo di nobiltà. 

Ne consegue che il problema di deficit di vitamina D, che ormai affligge oltre un terzo della popolazione mondiale [1], è un fenomeno diffuso anche in molti paesi tropicali o subtropicali. 

La carenza di vitamina D è causa di diversi disturbi, primo tra tutti l’osteoporosi. 

L’osteoporosi è una malattia che colpisce maggiormente le donne, specie in menopausa, perché si associa a un calo degli estrogeni [2]. Anche il DAS, disturbo affettivo stagionale, colpisce maggiormente le donne. Si tratta di una sindrome depressiva, che si manifesta con apatia d’inverno per la carenza di luce e per il clima freddo, e ipomania [3] in estate. 

«In psichiatria la luce è da anni ritenuta un potentissimo strumento di regolazione dell’umore» [4].

Si sono date varie ipotesi sul DAS: sbalzi nella produzione di serotonina, chiamata “l’ormone della felicità” per la sua influenza sul tono dell’umore e che viene prodotta di meno in assenza di luce; l’aumento, col buio, di melatonina che altera i ritmi circadiani; la combinazione di serotonina, melatonina, ritmi alterati e carenza di vitamina D.  

Sul piano evoluzionistico il DAS è considerato un “modello di letargo attenuato”. Come altri animali anche l’uomo diminuiva le attività in inverno per la minor disponibilità di cibo, di luce e per la difficoltà di sopravvivenza al freddo. 

«Presumibilmente, il cibo era scarso durante la maggior parte della preistoria umana e una tendenza all’umore depresso durante i mesi invernali sarebbe stata adattativa riducendo la necessità di apporto calorico. La preponderanza delle donne con DAS suggerisce che la risposta può anche regolare in qualche modo la riproduzione» [5]. 

Si pensa che tale letargo aumentasse la probabilità di successo riproduttivo: «Le donne avevano maggiori probabilità di rimanere incinte in estate e quindi di partorire in un periodo dell’anno in cui i loro bambini avevano maggiori possibilità di sopravvivenza. I sintomi della depressione invernale hanno anche promosso gravidanze più sane e hanno dato origine a un maggiore legame di coppia donna-uomo che ha migliorato le possibilità di sopravvivenza sia delle madri che dei bambini. L’ipomania in primavera e in estate serviva anche ad aumentare la probabilità di procreazione nel periodo ottimale dell’anno» [6].

Oggi la depressione stagionale può, al contrario, influire negativamente sulla fertilità, per via del calo della libido e per l’instabilità del sistema nervoso e del sistema ormonale. Per ovviare alle conseguenze negative del DAS, i medici consigliano di passare almeno mezz’ora ogni giorno all’aria aperta anche in caso di cielo nuvoloso. La nuova frontiera è la terapia della luce, somministrata con particolari lampade che riproducono al meglio la luce naturale. 

«La patologia dell’umore è una patologia dei ritmi, e la luminosità può essere strettamente correlata alla risposta terapeutica» [7].

Naturalmente lo yoga non può contribuire all’aumento di vitamina D né può incidere sulla produzione di melatonina. Diversi studi sembrano invece confermare il ruolo dello yoga e della meditazione nell’equilibrare e aumentare i livelli di serotonina [8]. Al di là degli effetti fisiologici, uno dei maggiori contributi dello yoga è sul piano della consapevolezza. La raccomandazione di passare almeno mezz’ora all’aria aperta è suggerita dal fatto che le persone, assorbite come sono dagli impegni giornalieri, dimenticano il loro bisogno di luce.

La lezione “Il tono dell’umore” è pensata per risvegliare questa consapevolezza, oltre che per riequilibrare i ritmi fisiologici. 

La sequenza parte dal raccoglimento che porta l’attenzione sulla luminosità dell’ambiente in cui si pratica e le sensazioni che questo ambiente rimanda. Dopo un breve riscaldamento articolare, il Sūrya Namaskara, ricorda il Sole che in India è ancora oggetto di culto. Riconoscerne l’importanza significa riconnettersi con la linfa vitale dell’esistenza su questo pianeta.

Il dinamismo del Saluto al Sole stimola il cervello e la mente e risveglia il dinamismo e la vitalità.

Si ritiene che questa pratica agisca su tutti i chakra principali, rivelandosi un ottimo regolatore delle funzioni fisiologiche. Non è un caso che sia costituito da dodici posizioni: dodici sono i mesi dell’anno e dodici le ore del giorno in India. Lo scopo della pratica è regolare i propri ritmi circadiani con i ritmi della vita. Lo stesso principio è ripreso alla fine della sessione con la tecnica di respirazione a narici alterne, la pratica forse più potente nello yoga per la regolazione dei cicli e dei ritmi fisiologici.

Yoga e serotonina
Tala-āsana, posizione della palma: gli alberi si allungano verso l’alto per cercare la luce.

Gli āsana proposti sono infine un invito ad aprirsi alla luce e al dinamismo, per ricordarsi che siamo fatti per la luce.

«Io sono fatto per la luce: – è quasi l’unica cosa di cui non posso assolutamente fare a meno e che non posso sostituire: la luminosità di un cielo sereno» [9].

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  1. https://www.federsalus.it/oltre-un-terzo-della-popolazione-mondiale-ha-carenza-di-vitamina-d/.
  2. https://www.farmitalia.net/magazine/osteoporosi-e-menopausa-cos-si-sgretolano-le-ossa.html .
  3. «Stato d’animo caratterizzato da umore elevato, eccitazione, aumentata produttività e ottimismo» https://www.my-personaltrainer.it/Sintomi/Ipomania.
  4. https://psiche.santagostino.it/2017/10/17/fototerapia-la-luce-potere-sullumore/.
  5. https://en.wikipedia.org/wiki/Seasonal_affective_disorder.
  6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15488644/ .
  7. https://blog.unisr.it/la-terapia-della-luce-per-curare-i-disturbi-psichiatrici .
  8. Si veda ad esempio: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4769029/  e https://www.healthline.com/health/depression/yoga-therapy#yoga-styles.
  9. Friedrich Nietzsche, lettera a Franz Overbeck, 6 dicembre 1883.
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