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Articolo – Il mondo delle relazioni

Articolo – Il mondo delle relazioni

Si è abituati a pensare alle parole “filosofia” e “condivisione” in senso molto lato, quasi poetico. In realtà entrambe hanno dei significati ben precisi e quando poi si uniscono indicano una corrente di pensiero determinata:

«La filosofia della condivisione è un multiforme insieme di riflessioni incentrate principalmente sulla critica del neoliberismo, inteso contemporaneamente come un’ideologia, una visione del mondo, un insieme di politiche e teorie più o meno coerenti tra loro, alle quali vengono contrapposti degli ideali, come la solidarietà fra gli uomini e la tutela dell’ambiente» [1].

Siamo intrisi dei valori del capitalismo e del consumismo tanto da giustificarli persino con la teoria darwiniana della sopravvivenza e quindi promuovere un egoismo di necessità. La solidarietà è vista spesso come un’eccezione, un qualcosa da stimare e lodare, invece di considerarla una caratteristica normale, basilare in un essere sociale come l’uomo.
La crisi economica che si protrae da più di un decennio [2], la crisi ambientale, lo sviluppo di internet e l’emergenza sanitaria hanno posto nuovi quesiti a un sistema che sembrava consolidato e in continua crescita e aperto nuove prospettive:

«Se la sola cosa che abbiamo è un personal computer collegato a Internet, alla fine il mondo ci sembrerà una rete di relazioni». […] l’aumento della connettività ci sta rendendo sempre più consapevoli di tutti i rapporti che compongono un mondo così complesso e vario. Una nuova generazione sta cominciando a vedere il mondo sempre meno come un deposito di beni da espropriare e possedere, e sempre più come un labirinto di relazioni cui accedere. […] È interessante notare come, proprio mentre cominciamo a sviluppare una consapevolezza relazionale della coscienza, cominciamo anche a capire la natura relazionale delle forze che governano il pianeta» [3].

Tutti i sistemi complessi sono solidali e cooperativi, perché basano la loro efficienza sulla fluidità delle relazioni. L’eusocialità delle formiche, delle api e altri insetti è considerata il più alto livello di organizzazione sociale animale [4]. In questi sistemi «la cooperazione, l’altruismo e la divisione del lavoro tra i membri della colonia si esprimono ai massimi livelli» [5]. L’intero pianeta si basa sulla cooperazione, per quanto involontaria, delle parti: il sole, la pioggia, le piante… ognuno fa la sua parte per mantenere l’equilibrio del tutto. Persino il nostro corpo, come sostenevo nell’articolo precedente, funziona sulla base della condivisione. Ciò che noi chiamiamo “adattamento” può essere interpretato anche come “cooperazione”. Non si tratta di un unicum che lavora, ma di tante parti che interagiscono formando un insieme efficiente.

La percezione dell’unicità delle mansioni è la stessa cui siamo abituati in riferimento alla società.
Si è abituati a vedersi come individui e a pensare che dobbiamo arrangiarci “soli contro tutti” o all’opposto che la società, concepita come fosse un ente super-partes con vita autonoma, dovrebbe fare qualcosa per noi.

Non possiamo capire quanto ogni singola parte sia importante nell’armonia del tutto, finché non capiamo che il mondo è fatto di relazioni e che noi stessi siamo in relazione col mondo.

La lezione “La filosofia della condivisione” punta l’attenzione proprio su ciò che ci lega al mondo nei termini più basilari. La pratica comincia con una riflessione sul concetto personale di solidarietà. Nel momento introspettivo del raccoglimento interiore è chiaro che l’attenzione è rivolta solo a se stessi. La mente lucida può far comprendere però quanto nella vita la nostra attenzione è rivolta solo o soprattutto a se stessi.
Dato che si parte comunque da sé, l’analisi della sequenza proposta parte dalle relazioni muscolari del corpo. Non si allunga mai solo un muscolo del corpo, ma si agisce sulle fasce. I muscoli sono in relazione tra loro. L’intera struttura è inoltre organizzata intorno a un asse centrale, la colonna vertebrale.

Filosofia e condivisione
Meru-danda-āsana, posizione del bastone di Meru, ovvero della colonna vertebrale, l’asse centrale e portante di tutto il corpo.

Quando poi si comincia a mettere in relazione il corpo con il mondo esterno, ci si accorge che il corpo è fatto degli stessi elementi che costituiscono la natura: acqua, terra, fuoco, aria, etere [6]. C’è un rapporto imprenscindibile tra l’uomo e questi elementi. Il fatto che gli elementi siano necessari e che l’uomo è educato all’individualismo, porta alla triste conclusione cui assistiamo al giorno d’oggi: l’abuso da parte degli uomini della disponibilità degli elementi in natura e il conseguente deperimento della natura stessa.

C’è una forte avidità in questo atteggiamento che si riscontra in tante piccole cose, inclusa la normale respirazione. Siamo avidi di ossigeno e l’iper-ventilazione è un problema che riguarda praticamente tutti nel mondo occidentale.

«Sostituendosi alla competizione, all’avidità e all’egoismo, la condivisione e la cooperazione vengono considerate le vie d’accesso più importanti alla felicità dei singoli e dei gruppi, essendo in grado di favorire un clima più sereno, grazie al quale può essere apprezzata meglio la bellezza delle relazioni e il rispetto per l’ambiente»[7].

Così come rallentare il respiro porta a uno stato di quiete e serenità della mente, lo stesso può fare un atteggiamento di condivisione:

«La felicità e la serenità sono condizioni possibili nel momento in cui l’uomo soddisfa i bisogni primari e, superando le proprie paure e il proprio egoismo, si apre generosamente agli altri, svolgendo una forma particolare di servizio grazie al quale dà vita a relazioni pacifiche e costruttive e mette a frutto le proprie capacità per il benessere collettivo. Ciò che dunque lo contraddistingue è il fatto che il suo desiderio di felicità include la felicità degli altri» [8].

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  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia_della_condivisione .
  2. Una forte spinta alla sviluppo della filosofia della condivisione è derivata dalla grande crisi economica del 2008, a cui hanno cercato di dare risposte economisti, filosofi e scienziati. 
  3. Jeremy Rifkin, La civiltà dell’empatia, p.550.
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/Eusocialità .
  5. https://www.treccani.it/vocabolario/eusocialita .
  6. Si veda ancora il mio articolo “Il mio corpo mi ama”. 
  7. https://it.wikipedia.org/wiki/Condivisione#cite_ref-15 .
  8. https://it.wikipedia.org/wiki/Condivisione#cite_ref-15 .
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