La posizione che ti suggerisco ha un nome che sembra infinito: adhomukhaekapadarajakapota-āsana, posizione del piccione reale su una gamba a muso in giù. Serve pazienza già solo per pronunciare il nome. Oltre alla pazienza, questo āsana richiama un senso di umiltà, rilassamento e ottimizzazione. Sì, perché fintanto che ci si sdraia verso terra, si dà una bella distensione del gluteo e un allungamento di tutta la colonna vertebrale, oltre a mobilitare le anche. Per qualcuno non è proprio comoda, ma conoscendo i suoi benefici ed eventualmente usando i giusti sostegni, la si sopporta bene.
C’è un meccanismo psicologico che ci rende sopportabile l’insopportabile fintanto che sappiamo che e soprattutto quando ha una fine. È più difficile reggere una situazione spiacevole se non sai quando finirà. Hai l’impressione che potrebbe durare all’infinito. Se invece ti dicono aspetta due ore, due giorni o due mesi, già riesci più facilmente a entrare nell’ordine di idee di pazientare. Ecco Cancro: finirà dopo la metà del mese, verso l’inizio della terza decade, per essere più precisi. Riesci a pazientare e ottimizzare il tuo tempo fino a lì?
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Esercizio di consapevolezza
Aparigraha si traduce come non accumulare o come non chiedere o non accettare. L’accumulo o la richiesta porta dei condizionamenti (più cose cui badare, di cui prendersi cura, più debiti da estinguere). Inoltre se sai che a breve la situazione può cambiare, accumulare o accettare può essere un ulteriore freno. Quale offerta puoi gentilmente declinare?
Mantra del mese
«Ottimizza mentre aspetti».
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NELLA FOTO: Olivier Estoppey, “Dies Irae – Jour de colère“, l Giardino di Daniel Spoerri, Seggiano (GR).

