ARTICOLO – La mistica del manipura

ARTICOLO – La mistica del manipura

Il manipūra-chakra è detto “chakra delle nādī”, perché in quest’area è presente il kanda, il bulbo da cui hanno origine tutte le nādī, le correnti che trasportano il prāna nel corpo. Praticando lo hatha-yoga, si ha in effetti la percezione che a livello dell’addome si concentri tutto il prāna. Nell’addome avviene il grosso della digestione, trasformando il cibo in nutrienti, in nuovo prāna. Il respiro fa muovere l’addome, tanto sentire l’addome sia coinvolto nello scambio polmonare per immettere nuovo ossigeno, nuovo prāna. Varie tecniche dello hatha-yoga innalzano le energie dal pavimento pelvico e, se è difficile arrivare a percepire queste energie nella testa, nell’addome capita di sentirle con sensazioni di calore o riflessi che portano ad assumere spontaneamente uddīyana-bandha.

Da qui, dall’addome, il prāna si divide in diverse correnti, ciascuna adibita a una diversa funzione fisiologica del corpo.

Non a caso si dice che i dieci petali rappresentati nell’iconografia del chakra corrispondano ciascuno a una corrente del prāna, tutte regolate dal manipūra-chakra. Cinque sono i prāna-vāyu, i soffi vitali: prāna per la respirazione; apāna per l’eliminazione; udāna per la fonazione e il pensiero; samāna per la digestione; vyāna per il movimento.

Gli altri cinque sono gli upa-prāna, le energie secondarie: nāga per l’eruttazione;  kūrma per il battito delle palpebre e il movimento degli occhi; devadatta per gli sbadigli e la sonnolenza; krikala per le sensazioni di fame, sete, starnuti e tosse; dhananjaya per le valvole del cuore e per la decomposizione del cadavere.

In altre descrizioni i 10 petali sono invece fatti coincidere con 10 particolari emozioni: l’ignoranza spirituale, la brama, la gelosia , il tradimento, la vergogna, la paura, il disgusto, l’illusione, la stoltezza, la tristezza.

«Il Sangita Ratnakara 2.125-127 concorda sul fatto che si trovi all’ombelico, affermando che ha 10 petali, contenenti sonno profondo, desiderio, invidia, calunnia, vergogna, paura, compassione, stupore, impurità e ansia» [1].

Al di là dei sinonimi con cui sono chiamate queste 10 emozioni, tutte hanno in comune il fatto di arrecare dolore per quanto possono essere distruttive.

Le “tempeste emotive” arrecano danni quanto le tempeste di pioggia. Per questo i petali hanno un colore scuro:

«Maṇipūra è rappresentato da un triangolo rosso rivolto verso il basso, a simboleggiare il tattva del fuoco, all’interno di un cerchio giallo brillante, con 10 petali blu scuro o neri simili a nuvole cariche di pioggia» [2].

 

manipura-chakra

Che siano emozioni o che siano correnti del prāna, gli elementi del manipūra sono elementi forti, carichi di spinta energetica che portano all’azione.

Anche il triangolo rosso con la punta verso il basso denota questa forza: la figura richiama la folgore, che a sua volta è simbolo di potenza e di fuoco. Il fuoco è l’elemento di questo chakra, governato da Agni (o Vanhi, “colui che si muove con il vento”), dio del fuoco, che cavalca un ariete, animale noto per la sua determinazione e per la sua capacità di sfondare, di nuovo un elemento dirompente.

Agni e l’ariete sono raffigurati nel triangolo insieme alla sillaba ram. È curioso che ram sia anche il nome inglese proprio per l’animale ariete. D’altronde sappiamo che la stessa iconografia dei chakra è stata soggetta alle contaminazioni degli esoterici inglesi.

Nel bindu sopra la sillaba ram è l’immagine di Rūdra, divinità vedica associata alle tempeste, al fuoco e alla caccia, e considerata la forma primordiale e l’aspetto distruttore di Shiva. Il suo nome si traduce come “il fiammeggiante” o “colui che ulula”. Rūdra è seduto su una pelle di tigre o su un toro, entrambi animali forti e irruenti. Infine la shakti di Rūdra, ovvero la sua controparte femminile, l’energia generatrice, è Lākinī, anch’essa presente nell’iconografia del chakra. Lākinī è seduta su un loto rosso e tiene in mano un fulmine, la freccia scagliata dall’arco di Kāma e il fuoco, tutti elementi che reiterano i simboli del chakra: il rosso e il fulmine del triangolo rovesciato, il fuoco di Agni, le passioni (Kāma è il dio del desiderio).

Non tutte le iconografie presentano il cerchio giallo brillante descritto sopra, all’interno del quale sarebbe inscritto il chakra. Anche questo però è facilmente interpretabile come la forza del Sole vivificante e accecante allo stesso tempo.

È così che va interpretato il chakra: un concentrato delle forze operanti nell’individuo, talmente potente da avere sia la forza di creare che di distruggere.

La meditazione su questo chakra è una meditazione sulla forza vitale: insegna a prenderne consapevolezza e gestirla nella maniera più costruttiva e positiva.

« Si mediti sulla regione del Fuoco, di forma triangolare, e splendente come il Sole nascente» [3].

maipura-chakra
Nella scuola di Gabriella Cella questa è la posizione dedicata a Lākinī, la shakti del manipūra-chakra.

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In diretto rapporto con questo articolo è la lezione pratica di hatha-yoga  I simboli delmanipura,  è dedicata alla simbologia del manipūra-chakra.

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  1. https://en.wikipedia.org/wiki/Manipura.
  2. Ibidem.
  3. Shatchakra-nirūpana, 19.

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