ARTICOLO – Fondamenti oltre i chakra

ARTICOLO – Fondamenti oltre i chakra

Nel mondo spesso confuso della fisiologia mistica dello yoga oltre ai chakra, ai granthi, alle nādī, ai prāna-vāyu e a Kundalinī, esistono anche gli ādhāra.

«I chakra non sono sempre stati una caratteristica così onnipresente delle tradizioni yoga e sono comuni schemi alternativi o complementari, come i supporti per la meditazione (ādhāra, sedici dei quali sono enumerati nella Siddhasiddhāntapaddhati 2.10-25, e nodi che devono essere trafitti (granthi, di solito tre), ma si trovano anche altri schemi, come un elenco di dodici nodi nel Netratantra, 7.10-25» [1].

Ādhāra significa sostegno, fondamento. Gli ādhāra sono dei punti di sostegno, principalmente supporti per la meditazione, proprio come lo sono i chakra.

Per alcune tradizioni sono punti in cui staziona Kundalinī nel suo percorso di ascesa verso la testa, esattamente come i chakra. Per altre sono punti attraverso cui si vede o si sente fluire il respiro o punti in cui il respiro può essere trattenuto.

Le scuole che concepiscono gli ādhāra come luoghi di stazionamento di Kundalinī li localizzano lungo la sushumnā-nādī. In questo caso i chakra sono integrati nel sistema e chiamati anch’essi ādhāra. Per la maggior parte delle tradizioni però gli ādhāra sembrerebbero sparsi lungo il corpo, anche se non c’è concordanza sui luoghi e ancor meno sul numero. Per molte sono 16, per altre 12, ecc.

«Quegli yogin che non conoscono i sei cakra, i 16 ādhāra, i 300.000 e i cinque soffi, come possono aver successo [nello yoga]?» [2].

Attenendoci alla Siddhasiddhāntapaddhati e al riferimento che ne fa il Goraksha-shataka possiamo individuarne 16 in altrettante zone del corpo: alluci, caviglie, ginocchia, cosce, perineo, genitali, ombelico, cuore, collo, gola, lingua, naso, spazio fra le sopracciglia, fronte, testa, foro di Brahmā (alla sommità del capo).

La differenza tra chakra e ādhāra è difficile da individuare, se si pensa che lo stesso primo chakra porta in sé il concetto di fondamento con lo stesso identico nome (mūlādhāra). Tuttavia è plausibile dedurre una differenza se ci atteniamo, come detto sopra, all’idea che questi punti siano disseminati in varie zone del corpo. In questo caso è chiaro che mentre i chakra maggiori sono direttamente coinvolti nel percorso di ascesa di Kundalinī, gli altri sono punti energetici dalla diverse funzioni, come già accade per i chakra minori.

Questi “sostegni” sono fondamentali per il corpo e per la mente: stabilizzano la postura, conservano l’equilibrio nel movimento, assicurano la tenuta fisica e mentale mentre sono in corso le attività fisiche e/o mentali.

Occorre sempre ricordare che la fisiologia mistica dello yoga nasce come sistema di simboli, che serve a individuare e rendersi consapevoli di come funziona il corpo, quali sono i suoi punti di forza e quali quelli vulnerabili e soprattutto a riconoscere le parti coinvolte nello sviluppo psicofisico della persona. Questo sistema di simboli nasce dall’ascolto delle sensazioni e dall’osservazione delle possibilità corporee.

È abbastanza ovvio che se rimango in una posizione eretta, mi renderò conto che la mia stabilità dipende in primo luogo dalla capacità dei piedi e delle caviglie di rimanere in quel punto, in asse e con un solido appoggio. Perciò diventa naturale vedere nei piedi e nelle caviglie dei punti di sostegno. Rendermene consapevole, allenarli e controllarli mi darà più stabilità e sicurezza di stare sulle mie stesse gambe. Tali punti non sono dunque strettamente necessari allo sviluppo spirituale (come può esserlo controllare gli istinti sessuali che partono dai genitali), ma sono importanti per la crescita a tutto tondo della persona, che attraverso quei punti sviluppa più conoscenza di sé. Più conoscenza di sé significa più capacità di gestirsi e di conseguenza più sicurezza e più stabilità esteriore e interiore.

supporti per la meditazione
Mālā-āsana, posizione della ghirlanda, è la posizione naturale per l’evacuazione e per il parto. Si sente bene qui come il bacino faccia da base a tutto il tronco. Il bacino è un punto di sostegno.

_____________________

In diretto rapporto con questo articolo è la lezione pratica di hatha-yoga  Adhara,  che vuole far sperimentare come nasce l’idea di un supporto corporeo per la mente e per il corpo stesso.

Abbonati a Patreon per provarla e vivere con il corpo il contenuto di questo articolo!

_____________________

  1. J. Mallinson, M.Singleton, Roots of Yoga, Penguin, 2017.
  2. Goraksha-shataka, 13.

___________