Nello scorso articolo ho accennato all’enumerazione degli ādhāra, dicendo che per la maggiore viene abbracciata l’idea che siano 16 sparsi per il corpo. Naturalmente occorre ricordare che ogni elenco, descrizione o localizzazione è legata a una particolare tradizione e al suo sistema mistico/simbolico.
«Alcuni elementi della fisiologia yoghica, in particolare i chakra e gli ādhāra, non sono il risultato dell’osservazione empirica dello yogin, bensì parti di un’installazione visualizzata sul corpo secondo la metafisica e gli schemi rituali di tradizioni specifiche» [1].
L’idea che gli ādhāra siano 16 si ritrova nel Goraksha-shataka e nella Siddhasiddhāntapaddhati. In quest’ultima al capitolo secondo, dal verso 10 al 25, si trova una descrizione dettagliata dei sostegni e di cosa comporterebbe meditare su ciascuno di essi. Dal momento che il testo non è così diffuso e conosciuto, lo riporto direttamente:
- Ora verranno insegnati i sedici supporti: Il primo è il supporto dell’alluce. Visualizzate la punta come se fosse fatta di luce. Lo sguardo diventa stabile.
- Il secondo è il supporto della base (mūlādhāra). Premetelo costantemente con il tallone sinistro. Questo accende il fuoco [digestivo].
- Il terzo è il supporto rettale, che va dilatato e compresso. Il vento apāna diventa stabile.
- Il quarto è il supporto del pene. Quando, contraendo il pene una volta, questo perfora i tre nodi e si ferma nella cavità dell’ape, allora, quando [il supporto] è rivolto verso l’alto, il seme si stabilizza. Questo è noto come vajrolī.
- Il quinto è il supporto uddīyāna, il cui bloccaggio porta a una riduzione delle feci e dell’urina.
- Il sesto è il supporto dell’ombelico. Fate risuonare la sillaba om in esso con una mente concentrata. Questo porta alla dissoluzione per mezzo del suono (nādalaya).
- Il settimo è il sostegno del cuore. Trattenete il prāna in esso. Il loto fiorisce.
- L’ottavo è il sostegno della gola. Premete il mento su di esso, alla base della gola. Il respiro si fissa nei canali Idā e Pingalā.
- Il nono è il sostegno dell’ugola. Appoggiate la punta della lingua su di esso. Sgorga Il nettare dell’immortalità.
- Il decimo è il sostegno del palato. Allungate la lingua spostandola fuori (con le mani) e spremendola, poi giratela all’indietro e inseritela nella cavità palatina interna. Diventerete come un pezzo di legno.
- L’undicesimo è il sostegno della lingua. Tenete ferma la punta della lingua. Tutte le malattie vengono distrutte.
- Il dodicesimo è il sostegno tra le sopracciglia. Visualizzate lì il disco della luna. Diventerete freschi.
- Il tredicesimo è il supporto del naso. Concentratevi sulla sua punta. La mente diventerà stabile.
- Il quattordicesimo è il supporto della porta sul ponte del naso. Dirigete lo sguardo lì. Dopo sei mesi, vedrete una massa di luce.
- Il quindicesimo è il supporto della fronte. Concentratevi su una massa di luce lì. Diventerete splendenti.
- Rimane il sedicesimo: è l’apertura di Brahmā (brahmarandhra) [la fontanella], il chakra del cielo (ākāshachakra). Visualizzate costantemente lì i due piedi di loto del guru benedetto. Diventerete onnipervasivi come il cielo.

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In diretto rapporto con questo articolo è la lezione pratica di hatha-yoga “I 16 adhara”, dedicata ai 16 ādhāra secondo la descrizione della Siddhasiddhāntapaddhati.
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1. J. Mallinson, M.Singleton, Roots of Yoga, Penguin, 2017.
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