È un mese oscillante, Pesci, e i motivi per cui oscilli potrebbero venire dall’esterno come dall’interno. Certo, se la mettiamo in termini yoghici vengono sempre dall’interno, perché se impari il distacco (vairagya), fuori può anche venire il finimondo che tu non ne sei stravolto. Però non è che lo yogin è indifferente: non si lascia sopraffare, che è ben diverso. Se accade qualcosa di negativo, lo sente, lo vive, ma non si scoraggia, non si dispera, non pensa che sia appunto la fine del mondo. Finché non si impara il distacco, invece, ogni cosa che accade si rischia di vederla molto più grave di quanto sia e soprattutto di vederla come qualcosa di personale, come un attacco personale se è negativa, come un merito o un premio se è positiva. Ed ecco che così anche i nostri sentimenti oscillano, perché la vita, se la si vede in questo modo, è un susseguirsi di attacchi e di premi.
Se non vuoi stare nell’altalena, va bene così, se invece preferisci mantenere una centratura costante, prova intanto ad allenarti con vriksha-āsana: un albero solido rimane tale sia sotto il sole che sotto le tempeste.
Dettagli
Nella posizione ascolta il tuo respiro, il respiro dell’albero. È quello che ti mantiene vivo e mobile dandoti allo stesso tempo la stabilità.
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Mantra del mese
«Scelgo la mia altalena»
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FOTO: tratta dal libro Principi di Yoga Funzionale, ed. Piccin, PD, 2024.

