ARTICOLO – La mistica dell’anāhata

ARTICOLO – La mistica dell’anāhata

Nello scorso articolo affermavo che non possiamo asserire un collegamento diretto tra anāhata-chakra e anāhata-shabda.  Questo perché le affermazioni nei testi sono sempre indirette: ci sono occorrenze della parola cuore e nāda negli stessi versi, ma mai un esplicito “il nāda si sente nel cuore” o “origina nel cuore”.

Per quanto riguarda i collegamenti indiretti invece l’anāhata-chakra dà molti motivi per legarsi al nāda. Prima di tutto la cassa toracica forma una sorta di cassa di risonanza per il suono che produciamo, per questo è facile immaginarla come uno spazio vuoto. Il suono si propaga nell’aria e l’aria è l’elemento base dell’anāhata-chakra, perché qui risiedono i polmoni.

L’aria è giusto uno degli elementi simbolici dell’anāhata, che come tutti i chakra presenta una ricca iconografia:

«nel cuore si trova l’incantevole Loto, del colore splendente del fiore Bandhūka, con le dodici lettere che iniziano con Ka, del colore del vermiglio, poste al suo interno. È conosciuto con il nome di anāhata, ed è come l’albero dei desideri celeste, che esaudisce anche più di quanto desideri (il supplicante).» [1].

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Il fiore Bandhūka

 

Il vermiglio è un rosso con sfumature arancioni. Non è quindi il rosso passionale del manipūra, ma un rosso più splendente, luminoso che apre agli altri. Nella cromoterapia l’arancione è associato alla socialità e all’amicizia. Il vermiglio è il colore dei petali, mentre la base centrale del chakra è descritta come color grigio fumo. Il fumo serve a dare l’idea dell’aria e infatti in molte rappresentazioni la base è semplicemente bianca a indicare che è trasparente come l’aria.

«Qui si trova la Regione di Vāyu, bella e con sei angoli, che è simile al fumo nel colore.» [2]

 

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Iconografia del chakra anāhata

 

I sei angoli appartengono all’esagramma tipico di questo chakra, che a sua volta è composto da due triangoli intersecati, uno con la punta di basso e uno con la punta in alto. L’esagramma è un simbolo usato in diverse religioni, in genere per rappresentare il punto di armonia degli opposti.

L’interpretazione dell’anāhata-chakra vede il cuore come punto di incontro tra le “energie” fisiche che sono sotto di esso e quelle più mentali che sono sopra.

La sillaba di questo loto è ya, che quando recitata diventa yam [3]. La sillaba è direttamente associata a Vāyu, il dio del vento che siede su un’antilope nera, simbolo di velocità come veloce è l’aria stessa. Nella scrittura la sillaba forma una sorta di pancia, all’interno della quale si dice dimorare il Supremo, ovvero Shiva. Anche la controparte di Shiva, la sua shakti, è presente come in ogni chakra. Qui è rappresentata dal triangolo ed è nella forma di Kākinī, la dea dalla testa di corvo,  vista come benefattrice. Nel triangolo c’è una un linga, simbolo fallico, emblema di Shiva, e sulla cima del linga un piccolo orifizio che fa da dimora a Lakshmi, la consorte di Brāhma, il dio creatore.

Infine l’intero chakra è paragonato al kalpavriksha, l’albero dei desideri, originato nel mito della zangolatura dell’oceano, da cui gli dei volevano trarre il nettare dell’immortalità. Il fatto che questo chakra abbia il potere di esaudire i desideri si rifà forse al suo essere punto di armonia tra mente e corpo e quindi ponte tra conscio e inconscio. Quando questi due piani si armonizzano diviene più facile portare a compimento ciò che si desidera, perché non ci sono pulsioni interne inconsce che spingono in direzioni opposte rispetto a ciò che la coscienza desidera.

La persona a questo livello è  coerente con se stessa e perciò pacificata.

«Chi medita sul fiore di loto del cuore è supremamente saggio e solito a compiere nobili azioni. I suoi sensi sono completamente sotto controllo. La sua mente, nella sua intensa concentrazione, è assorbita nei pensieri del Brahman.» [4]

 

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Hamsa-āsana, posizione del cigno. Nel chakra si trova anche l’hamsa, il cigno, ad abbellire il chakra, ma anche a ricordare lo scambio di aria continuo che avviene a questo livello e che è percepito dalle sillabe ham e sa, associate rispettivamente all’espiro e all’inspiro.

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In diretto rapporto con questo articolo è la lezione pratica di hatha-yoga  Il simbolismo dell’anahata, dedicata alla simbologia dell’anāhata-chakra.

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  1. Satchakra-nirūpana, 22.
  2. Ibidem.
  3. La m si produce sempre per continuazione del suono quando la bocca si richiude dopo la pronuncia delle lettere.
  4. Ibidem, 26.

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