ARTICOLO  – Il cuore sanscrito

ARTICOLO – Il cuore sanscrito

Per quanto traduciamo anāhata-chakra come chakra del cuore, la parola cuore in sanscrito è hridaya, che presenta una serie di sfumature di significato tutte relative all’idea di cuore nella sua accezione più ampia.

«Uno dei nomi del Brahman è hridaya, che significa “cuore” e “intelletto”. Hri si riferisce all’onnipresenza, da significa che tutti gli portano doni, e ya significa che tutti gli conferiscono potere.» [1]

Se questa interpretazione della Brihadāranyaka-upanishad è plausibile, vale la pena entrare nel merito delle tre radici verbali chiamate in causa con hridaya. La radice ya significa “andare”, “occuparsi di”, “andare o morire”, “tentare”, “percepire”. Il riferimento della citazione sembrerebbe piuttosto alla radice yaj, da cui viene il termine yajna, sacrificio, e che si traduce con  “fare un’oblazione a una divinità”, “associarsi a”, “sacrificare”,”adorare”. Da effettivamente significa “dare”.

Portare doni si accompagna bene all’idea di dare; lo stesso per il sacrificio e il conferimento del potere. Lo yajna è una parte essenziale soprattutto nella cultura vedica, che prevede innumerevoli oblazioni alle varie divinità. Più curioso è l’abbinamento di hri all’onnipresenza. Sul dizionario la radice hri è tradotta con i verbi “portare”, “condurre”, “prendere”, “rubare”, “acquisire”, “affascinare”, “incantare”. Se pensiamo alla concezione induista della realtà come illusione e del Brahman onnipervadente, forse l’ultimo verbo “incantare” è quello che crea il legame con l’onnipresenza. Il Brahman è ovunque, sottende qualsiasi cosa, si manifesta in innumerevoli forme che ci affascinano e ci ammaliano tanto da dimenticare la loro realtà ultima.

Rimettendo insieme tutte queste radici, il cuore sarebbe qualcosa che ha un’influenza su ogni cosa, tanto da essere rispettato e tenuto buono con offerte e doni.

Questo cuore è anche l’intelletto e per intelletto non bisogna pensare alle funzioni cerebrali, ma alle capacità delle persone di pensare, sentire, amare, a quella che in altre occasioni è detta “anima”. Anima è in effetti una delle traduzioni che si trova alla voce hridaya sul dizionario. Le altre sono: centro nucleo, essenza; parte migliore, più cara o più segreta di qualsiasi cosa; il centro di qualsiasi cosa; sede delle attività mentali; scienza; conoscenza vera o divina; cuore o interno del corpo.

«Questa Upanishad spiega che il Signore Shiva, che dà la liberazione da questa vita materiale senza significato, esiste come il Testimone immutato nel cuore di tutti gli esseri ed è chiamato hridayam (il cuore, cioè “quello che è all’interno”).» [2]

Il legame diretto tra cuore e conoscenza divina è ben raccontato nel noto aneddoto di Brahma che nasconde il segreto della saggezza divina e della felicità nel profondo del cuore umano, l’unico luogo in cui gli uomini avrebbero tardato a cercarlo.

Secondo il mito gli dei erano preoccupati perché gli esseri umani continuavano a dimenticare la loro vera natura spirituale, che rischiava così di perdersi. Si riunirono allora per decidere un buon nascondiglio. Ci furono varie proposte: nel fondo dell’oceano; sulla cima della montagna più alta del mondo; sul lato più lontano della luna o tra le stelle. Brahma rifiutò tutte le opzioni perché sapeva che l’uomo prima o poi sarebbe arrivato in ognuno di questi posti. Propose invece di nasconderla dentro il cuore dell’uomo, l’ultimo posto in cui l’uomo avrebbe pensato di cercarla. Così l’uomo continua a cercare la verità e la felicità fuori di sé, senza accorgersi di averla già in sé.

Hridaya è esattamente quel nascondiglio, tanto che nella Nārāyana-upanishad lo si fa coincidere anche il Vaikuntha, il paradiso, la dimora di Vishnu:

«Lo Yogi che medita sul mantra “Om Namo Nārāyanāya” raggiunge Vaikuntha, la dimora del Signore Vishnu. Questo Vaikuntha non è altro che il hridaya kamala (il loto del cuore), che è pieno di saggezza eterna e luminoso come la folgore.» [3]

Questo luogo è un kamala, un loto, e in alcune tradizioni indiane trova il suo spazio nella fisiologia mistica dello yoga quale punto mistico/simbolico, ovvero come chakra.

hridaya cuore
Rishi-āsana, posizione del saggio. Tra i significati di hridaya c’è anche “scienza”. La saggezza si basa su un’osservazione oggettiva e distaccata, come quella della scienza.

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In diretto rapporto con questo articolo è la lezione pratica di hatha-yoga  “Hridaya”, dedicata a tutti i significati di hridaya.

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  1. Brihadāranyaka-upanishad, 5.3.1.
  2. Panchabrahma-upanishad, 8.
  3. Nārāyana-upanishad, 4.

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